sabato 16 ottobre 2010

L'entropia di un assegno

L'assegno bancario, questo misero rettangolo di carta autografato, è un retaggio storico che, stando a Wikipedia, risale addirittura al 1763. Nell'era di Internet, del digitale e del virtuale non sarebbe il caso di abbandonare questa tecnica primitiva di trasferimento di denaro? Soprattutto visto e considerato la quantità di entropia che la riscossione di un assegno introduce nell'universo.

Il semplice fatto che l'assegno si può riscuotere solo presentandosi di persona allo sportello della banca, infatti, comporta alcune conseguenze devastanti.

Primo: spostamento verso la banca. Se mi sposto con l'auto consumo carburante, se mi sposto a piedi o in bicicletta consumo calorie. In ogni caso mi occorre energia cinetica, per ottenere la quale devo produrre energia termica, in un processo irreversibile. Ovvero l'entropia aumenta.

Secondo: arrivo in banca. Una volta raggiunta la banca entra in gioco il fattore tempo. La coda di persone davanti a me, ovvero un sistema caotico che rallenta il raggiungimento dell'obiettivo finale, introduce attesa. Gli impiegati (lenti) introducono ulteriori fattori di aleatorietà, dato che con gli impiegati agli sportelli può succedere qualunque tipo di imprevisto. Il sistema diventa sempre più caotico.

Terzo: arrivo allo sportello. A questo livello ci sono moduli da compilare per il deposito dell'assegno, per la cui operazione occorre impiego di ulteriore tempo e consumo di materiale (carta, inchiostro). Quindi avviene l'inserimento dei dati nei computer i quali, quando funzionano, lo fanno su sistemi sviluppati negli anni settanta e dunque non proprio al massimo dell'efficienza. Il tutto termina con il rilascio della ricevuta, ovvero consumo di altra carta.

Quarto: ritorno. Valgono le stesse considerazioni del punto primo.

Si può osservare che all'interno della banca l'entropia subisce un'impennata notevole, sia per fattori di caos ambientale, sia per l'energia inevitabilmente e irreversibilmente spesa in proporzione al tempo perso.

Inoltre, in tutto ciò non ho considerato due variabili che potrebbero influire in maniera non trascurabile sui livelli di entropia finale:

1) Se si ha la sventura di avere il conto in posta anziché in banca, l'entropia generata aumenta di un fattore imprevedibile. Tale aumento è dovuto agli impiegati postali che, mediamente più lenti e inefficienti di quelli bancari, possono raggiungere incredibili livelli di inettitudine.

2) All'energia consumata durante tutto questo processo va aggiunta una buona dose di energia interiore. Lo stress generato da ognuna delle circostanze che l'incasso di un assegno determina è potenzialmente elevato, seppur soggettivo (se il soggetto è il sottoscritto, è massimo). La ricerca del parcheggio può essere frustrante, l'attesa in coda snervante, l'indolenza degli impiegati irritante, l'odore degli uffici postali nauseante e così via. Se poi il livello di stress da attesa supera la soglia critica, è anche possibile (nel caso del sottoscritto è matematico) che il soggetto abbandoni l'impresa rimandandola a occasioni migliori. E l'entropia ringrazia.

Ebbene, perché vogliamo far terminare l'universo prima del tempo aumentando inutilmente la sua entropia? Basta poco, basta solo adeguarsi ai mezzi moderni: cinque minuti di tempo e un bonifico online e la nostra vita durerà più a lungo.