sabato 1 ottobre 2011

Elogio del forcone


Dicesi forcone attrezzo agricolo costituito da un manico, tipicamente di legno, e da una parte terminale fatta di denti, da 2 a 5. I denti, detti rabbi, sono in genere metallici (è la tipologia che qui più ci interessa).

Antico arnese dai molteplici usi, il forcone si ripropone nei tempi come strumento sempre utile all'uomo, fin dal Medioevo. Nella sue sempre uguali fattezze, ancora insostituito strumento di ausilio al lavoro nei campi, esso ci stupisce per la sua semplicità e al tempo stesso per la sua attualità.

Il tipico uso del forcone è la raccolta di elementi naturali quali fieno, paglia, terriccio o anche letame (la tipologia che qui ci interessa).

Un particolare utilizzo del forcone, tuttavia, si vuole magnificare in questa sede. Insospettatamente, infatti, il forcone può rivelarsi fonte di ispirazione per epocali imprese.

Consideriamo le sue caratteristiche peculiari. Per la sua maneggevolezza, il forcone può essere agilmente menato per l'aere. Per la sua non indifferente lunghezza, esso ha un ottimo raggio di azione e può essere brandito a distanza. Per la sua estesa superficie di contatto, a molteplici punte, esso è in grado di procurare sicuro e repentino nocumento all'avversario. Non da ultimo, dato il suo esiguo valore, esso è facilmente reperibile con pochi danari, e senza alcuna previa autorizzazione (come invece può accadere per differenti tipologie di equipaggiamenti moderni da combattimento).

Orbene, viste le suddette inconfutabili qualità, il forcone a buon diritto può assurgere ad elemento perfetto per operazioni di persuasione di massa. Dato un sufficiente numero di individui, in adeguato stato di inquietudine, muniti ognuno di tale attrezzo e uniti da comuni intenti, è possibile se non probabile dare adito a un fenomeno tipico dei corsi e ricorsi storici. Tale fenomeno è denominato: Rivoluzione.

Pertanto, chiunque abbia un forcone lo custodisca con cura, lo mantenga in buone condizioni, lo osservi lungamente e attentamente, si faccia ispirare dal suo glorioso passato, provi alfine a impugnarlo e a brandirlo, senta il fremito della soddisfazione di andare a ripulire il letame che immonda la sua patria, abbia un sussulto di orgoglio e passi finalmente all'azione... Obiettivo: il parlamento italiano.
Tutti in marcia!